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Disapprendere il web

francesco leonetti

Nella vita si impara, continuamente. Su questo siamo sufficientemente bravi ed attrezzati, ben disposti.

Capita, però, di dover alle volte anche disimparare. E' necessario cioè smettere di saper fare una cosa in un certo modo per imparare a farla in un altro. Su questo siamo molto meno bravi ed attrezzati. Addirittura abbiamo sviluppato una istintiva resistenza a questo processo con la scusa: "ha funzionato così bene per anni, e poi sono troppo vecchio per cambiare". E cose del genere.
Semplicemente non siamo addestrati a disimparare. Per secoli, millenni, abbiamo sviluppato abilità di apprendimento senza aver avuto alcuna nozione di come invece si disapprenda.

Per dirla in termini cibernetici: non sappiamo resettare la nostra memoria e non sappiamo installarvi un nuovo sistema operativo.
Le cose ovviamente sono molto più sfumate e "fuzzy", ho estremizzato giusto per rendere l'idea.

Ebbene, mai come oggi è necessario mettere in azione le nostre - pur scarse - capacità di disapprendimento.
Dobbiamo disapprendere il web in vista di una nuova concezione del web.

In realta', probabilmente, il web non e' stato ancora del tutto inventato e scoperto.


E' un po' come la bicicletta, che non e' stata inventata tutta di un colpo, ma sono stati necessari alcuni processi, di disapprendimento appunto, per poter passare dalla concezione della bicicletta come una variante di cavallo sino ad una cosa effettivamente del tutto nuova ed inedita.


passi evolutivi dell'invenzione della bicicletta

Analogamente, per poter davvero imparare a volare, abbiamo dovuto smettere di pensarlo in termini di "ali che sbattono", ed e' stato necessario concepire qualcosa di completamente nuovo ed inedito: il motore a reazione, appiccicato a due ali che non sbattono, ma stanno ben ferme, piene di carburante.

E così via, sono tante le invenzioni e le scoperte davvero inedite che però hanno dovuto subire vari processi di disapprendimento per imporsi. Nella moderna automobile, termini come "cavalli", "candele", "carrozzeria", sono lì a testimoniare questi processi, come strati geologici.


Il web, oggi, non è stato ancora del tutto inventato e scoperto. Lo stiamo pensando ancora come un qualcosa di simile a quanto già abbiamo appreso e tenacemente non vogliamo disapprendere.

Ad esempio, ci esprimiamo ancora in termini di "pagine": le pagine web, appunto. Non ci rendiamo conto che così facendo stiamo rinunciando alle caratteristiche e ai concetti inediti che la tecnologia web oggi ci mette a disposizione. Ciò che noi chiamiamo "pagina web" e che osserviamo e usiamo dallo schermo di un computer collegato ad internet è quanto di più lontano ci sia da un foglio di giornale o la pagina di un libro.

Il guaio è che non ci limitiamo a chiamarla "pagina", ma la concepiamo e la trattiamo esattamente come una vera pagina. Il sintomo più evidente di ciò è che tra le cose più desiderabili quando si sta consultando una "pagina" web è quella di stamparla e continuare a leggerla da lì.

E' un po' come se oggi pretendessimo di accendere con un fiammifero le candele del motore a scoppio.

Quando parliamo del motore abbiamo disimparato il significato di "candela", avendo ben chiaro che trattasi oggi di un oggetto completamente diverso da quello originario di cera, in quel contesto.

Dovremmo fare altrettanto per il web. Ed è una cosa che non dovrebbero fare solo gli utilizzatori del web, ma anche e soprattutto coloro che lo costruiscono, i webmaster.

Ma se la pagina web non è - o non dovrebbe essere - una pagina, che cos'è allora?

Parte della risposta è fornita da ciò che oggi viene definito "Web 2.0".

Il "Web 2.0" non è in realtà una nuova versione di un software, come Windows 98, Flash 8, etc. anche perché il web, si sa, non è un software, ma una rete di contenuti e applicazioni.

L'idea del "2.0" riferita al web è una trovata markettara per cercare di farci comprendere che è necessario emanciparsi dall'attuale concezione a "pagine" del web per orientarsi verso una concezione di applicazioni e contenuti condivisi da una comunità di persone.

Il web dunque non è solo una rete di computer e di contenuti, bensì una rete di persone, di contenuti, di applicazioni, di processi.

Nel Web 2.0 il nostro buon Internet Explorer o, meglio, Firefox, non presenta un contenuto bensì un'applicazione, come se fosse un documento di Word o di Excel. Un'applicazione con la quale possiamo interagire in modo fluido e continuo e sui cui - trovandosi sul web - possono mettere le mani più persone anche simultaneamente e che poi, proprio perché si trova sul web e non sul mio computer, potrò riprendere ed usare da qualunque parte del mondo mi trovi, anche su un altro computer, basta che sia collegato ad internet.

WOW!!
Non so a voi, ma a me uno scenario del genere mette i brividi :)

Pezzi del Web 2.0 sono già qui, vi aiuto a riconoscerli:

  • Tutte le applicazioni Google, per citare le più famose:

  • I webOS (una specie di Sistemi Operativi che funzionano direttamente sul web e che quindi non è necessario installare sul proprio computer. Ad esempio: youOS)

  • I Blog (beh, ovviamente quello di Beppe Grillo è tra i più famosi)

  • I Wiki (avete presente Wikipedia, vero?)

  • I podcast (guardate cosa combina ad esempio l'Università di Berkeley tra Google Video e Podcast)

  • altro che sicuramente dopo aver pubblicato questo articolo salterà fuori ;)

Se non avete fatica con l'inglese e vi piace approfondire l'argomento, vi segnalo questo articolo di Tim O'Reilly, che ha praticamente introdotto per la prima volta la nozione di Web 2.0.

Segnalo inoltre questa bella immagine che raccoglie in una "nuvola" i vari elementi concettuali e tecnici del Web 2.0.

Per costruire oggetti che si comportano sul browser dell'utente non più come contenuti (semplice pagina) ma come un'applicazione, sono necessarie oltre che nuove concezioni anche nuove tecnologie di sviluppo. Vi cito, giusto a titolo di cronaca, quella più comunemente associata al Web 2.0: Ajax

E allora, per chiudere l'articoletto con una battuta, ci voleva Ajax per ripulire i nostri siti e darne un'aria nuova!

PS: giusto per chi crede che ci si possa rilassare: il web 2.0 non ha ancora finito di nascere e già si parla del 3.0: il web "semantico". Ma questa è una storia che merita di essere raccontata a parte.


 

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I commenti precedenti

Giovanni Bisti - 29/12/2010 08:54:20

La metafora del nuovo Sistame Operativo è molto azzeccata. Aprendo la bella immagine che rappresenta la mappa del Web 2.0 mi sono accorto che devo installare anche un nuovo disco rigido perchè di cose nuove ne vedo parecchie.
Grazie
Giovanni

Massimiliano Montanari - 29/11/2009 09:52:42

Ci vorrà del tempo per utilizzare le giuste terminologie informatiche, purtroppo siamo ancora alla prima generazione viziati con vocaboli che sono legati al sistema materiale/cartaceo,e quindi a PAGINE nel WEB.Certamente le generazioni future conieranno dizioni più appropriate.
Riguardo la rete con il WEB2 sono potenzialità per un mondo sempre più verso l'essere uniformato/informato/condiviso/libero per una conoscenza che non vuole limiti di nessun genere.
Ciao da Max

maria vittoria valeri - 25/11/2009 19:15:17

semplice e chiaro
grazie

Antonino Venuti - 05/02/2008 12:50:32

Disimparare per non invecchiare, o invecchiare conservando quel poco che si sa?
E' una scelta di vita, non di conoscenza.
Mettiamola così: si è giovani finché si ha il coraggio di disimparare.
Antonino

Emilia Verrengia - 23/11/2006 18:38:28

Il concetto di disapprendere mi interessa perchè mi sembra si possa associare a quello di decostruire un contenuto per ricostruirlo, decontestualizzare per ricontestualizzare.
La questione andrebbe "ri-approfondita".
Emilia

Emanuele Marra - 23/11/2006 16:30:08

Lo sviluppo del Web 2 più che mettermi i brividi, mi incuriosisce e mi spinge a riflettere sulle possibili applicazioni.
Immaginate il formidabile livello di collaborazione che potrebbe nascere da persone distanti, ma accomunate da analoghi interessi.
La conoscenza in questo modo sarebbe davvero condivisa e sottoposta a continua revisione e discussione.
Grazie per gli stimoli.

Cecilia Colombini - 20/11/2006 20:24:13

Aiuto!!!! Come spiego ai miei alunni che stanno imparando una cosa (il web come spiegato sui libri di testo) che dovranno "disimparare" a brevissimo? E (seriamente)dove posso trovare altri approfondimenti alla loro portata? Parafrasando Benedetto che ha scritto prima, come è faticoso invecchiare facendo bene l'insegnante di Informatica!

Benedetto Ferrante - 20/11/2006 18:14:50

Come è faticoso invecchiare bene.
Benedetto